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Andrea Vit - Consulente SEO
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lunedì 2 luglio 2007

AdsenseMeter: un piccolo strumento per scoprire le tue potenziali renvenues.

Vi segnalo un nuovo strumento utile per calcolare il potenziale guadagno che potrebbe fruttare il vostro sito qualora decidiate di introdurvi i box contententi pubblicità contestuale di Google.

Adsensemeter sembra fornire una previsione di possibili guadagni mensili, in base a un CPM impostato di minimo 2$ e alle impression monitorate da Alexa.

Unico limite/difetto del prodotto è che il famosissimo Alexa Ranking spesso è completamente errato.

Più che per valutare il potenziale guadagno di piccoli blog, quale Andrea Vit's blog, lo strumento sembra più adatto a testare il guadagno potenziale di siti ad alto traffico o magari per sbirciare quanto possano ricavare certi siti con l'inserimento di Adsense.

Infatti come potete vedere il mio povero blog non contiene i dati di Alexa per il calcolo delle renvenues.

Note sul professional blogging:
Stefano Epifani - Professional blogging, tra adsense e masochismo...
Marketing Blog - Professional blogging di Pierluca Santoro

mercoledì 21 marzo 2007

Google lancia gli annunci pay-per-action.

Google ha annunciato l'uscita della versione beta di un nuovo tipo di servizio: gli annunci pay-per-action.

Questo tipo di annunci permette agli inserzionisti di pagare una quota solo nel momento in cui gli utenti svolgono un'operazione di interesse (come ad esempio registrazione, acquisto, richiesta informazioni, ecc. )

L'inserzionista può inserire gli annunci nella rete dei contenuti di Google, decidendo l'azione di interesse e la cifra che si è disposti a pagare. Vi sarà poi un algoritmo di ranking che, in base ad indici di qualità e gli importi decisi, creerà il posizionamento per le parole chiave.

Un publisher se vuole inserire questo nuovo prodotto nel proprio sito, oltre ad avere all'interno delle pagine del sito il codice di tracking, deve includere l'opzione 'beta pay-per-action' nel proprio account ed inserire il codice dinamico ad-hoc nella pagina per rendere visibile l'annuncio.

Attualmente il programma beta è disponibile solo per la clientela americana.


registrazione pay-per-action
Il pay-per-action potrebbe avere un impatto notevole nel mercato degli ads di Google in quanto limiterebbe notevolmente il click-fraud, che è la vera e propria piaga che affligge il business model pay-per-click di Google.

Tuttavia Jacopo Gonzales in un suo approfondimento afferma che l'approccio pay-per-action rappresenta un'utopia che non verrà mai attuata, in un'altra discussione si descrive questa nuova uscita come un passo indietro rispetto agli attuali prodotto pubblicitari forniti dal Gigante di Mountain View ed infine un post di Federico Riva spiega in modo approfondito il motivo per cui il pay-per-action non può essere applicabile.

pagina di registrazione AdWords:
http://services.google.com/payperaction/

Post nel blog AdWords:
http://adwords.blogspot.com/2007/03/pay-per-action-beta-test.html

pagina di registrazione AdSense:
http://www.google.com/ads/adsense/referrals/index.html

Post nel blog AdSense:
http://adsense.blogspot.com/2007/03/now-accepting-applications-for-new.html

domenica 4 marzo 2007

sulla monetizzazione del traffico....

Si parla spesso - ormai - di “professional blogging”, ossia della possibilità di fare del proprio blog uno strumento in grado di produrre reddito.

Leggevo un post a riguardo di Stefano Epifani che faceva riferimento al problema paradossale che contraddistingue l'inserimento delle pubblicità AdSense per trasformare in reddito il traffico del proprio sito.

Questo tipo di problema è evidenziato soprattutto nel caso in cui il sito dove si inseriscono gli annunci contestuali sia di tipo commerciale.

Mi è capitato proprio quest'oggi un caso, come dice Epifani, paradossale: una pagina Web con offerte di viaggi di un portale dedicato con gli AdSense a lato.

Monetizzare il proprio traffico facendo migrare gli utenti verso un altro sito concorrente non mi sembra l'idea migliore, specialmente se l'utente che sta navigando in quel momento nel sito rappresenta un guadagno superiore per l'agenzia di viaggi stessa.

Altro motivo paradossale è che i proventi ottenuti con questo tipo di strumento pubblicitario non sono per niente consistenti al momento e non sono da considerarsi ancora una fonte vera e propria di "reddito".

...forse "monetizzare" un caffè barattondola con la perdita di qualche cliente non è proprio il massimo della stretegia...

domenica 11 febbraio 2007

Semplice sperimentazione di AdSense

E' stata eseguita una semplice sperimentazione sui prodotti per-per-click ed in particolare sull'inclusione di annunci pubblicitari all'interno di alcune pagine Web per verificare il livello qualitativo che il prodotto possiede e le potenzialità dell'advertising contestuale.

Aspetto interessante per questo tipo di sperimentazione è l'analisi delle possibili problematiche con cui un'inserzionista ha a che fare qualora utilizzi questo tipo di prodotto all'interno delle pagine Web.

Sono stati utilizzati gli annunci appartenenti al principale programma del settore: Google AdSense.

Le pagine utilizzate per la sperimentazione sono quelle del corso di laurea di Informatica dell'Università di Venezia ed in particolare le pagine descrittive dei vari corsi.

Sono stati inseriti annunci con formato Skyscraper di dimensione 120x600, con quattro annunci testuali al suo interno.

La prima pagina analizzata è quella di sistemi operativi A reperibile all'URL http://www.dsi.unive.it/~soa/.

Il contenuto della pagina contiene, oltre all'intestazione, la descrizione del programma del corso .

Sui quattro annunci visualizzati tre individuano correttamente il soggetto della pagina e mostrano due inserzioni fatte da aziende che forniscono software riguardanti i sistemi operativi ed uno ha come pagina di destinazione un form di registrazione ad una community di studenti.

C'è da dire anche che il termine “processi” viene fatto corrispondere in maniera errata ad un'inserzione di un'azienda che vende software per l'automazione dei processi aziendali sebbene il contenuto della pagina faccia riferimento ai processi dei sistemi operativi.

La seconda pagina analizzata è quella del corso di programmazione ed in particolare dell'introduzione al corso all'URL: www.dsi.unive.it/~prog1.

Anche in questo caso il soggetto della pagina viene individuato correttamente, dato che il matching tra le parole principali del contenuto e gli annunci visualizza delle inserzioni di corsi di programmazione a pagamento tenuti da enti privati.

Tuttavia si segnalano anche associazione ad annunci che pur avendo lo stesso soggetto, potrebbero non essere desiderati da parte dei web publisher: in particolare si fa riferimento alle pubblicità di siti web di enti universitari o di istruzione paritari.

La terza pagina su cui è stata eseguita la sperimentazione è quella del programma del corso di reti di calcolatori (www.dsi.unive.it/~reti). In questo caso il matching dà dei risultati ottimi: sono visualizzati tre pubblicità relative a siti che operano nel campo delle reti di calcolatori, in particolare due che propongono prodotti della CISCO Systems.

Analogamente alle altre pagine viene visualizzata l'inserzione sulla community di studenti osservata anche nella prima pagina analizzata.

L'ultima pagina analizzata è la home-page del corso di fisica reperibile all'indirizzo www.dsi.unive.it/~fisica.

La pagina contiene uno scarno elenco degli argomenti del corso con una breve intestazione.

In questo caso le inserzioni associate sono principalmente forniti dalla stessa tipologia di siti fornitori di servizi agli studenti, come la diffusione di appunti, dispense e strumenti di supporto allo studio.

Conclusioni.

Senza dubbio gli annunci visualizzati individuano in maniera abbastanza affidabile i soggetti principali delle pagine, anche se il servizio presenta dei punti di cui vale la pena discutere.

Al momento attuale le tipologia il tema dei temi di annunci pubblicitari è ancora influenzata dall'offerta di cui dispone attualmente il programma AdWords per il mercato Italia.

Se, ad esempio, gli editori utilizzassero il programma per pubblicizzare i loro libri; nelle pagine analizzate avremmo avuto la possibilità di avere dei risultati di massimo interesse per l'utenza di queste pagine Web. Al momento attuale, invece, alle parole chiave “università” o “studenti” corrispondono principalmente annunci di community di studenti o di enti paritari d'istruzione che potrebbero penalizzare la credibilità delle pagine di un sito ufficiale di un corso universitario.

Gli annunci non desiderati al momento attuale si possono escludere esclusivamente indicando il dominio o la pagina di destinazione degli annunci anche se questo tipo di operazione potrebbe essere scomoda specialmente se il numero di siti da escludere è alto. L'ideale per i Web publisher sarebbe poter escludere le parole chiave correlate al tema non desiderato, ma al momento questo tipo di funzionalità non è ancora disponibile.

Per poter ottimizzare al massimo quindi la contestualizzazione degli annunci è buona norma strutturare la pagine Web in maniera tale da poter ottenere la miglior identificazione possibile del soggetto della pagina, mediante l'inserimento di termini comuni per il testo del titolo, le metatag descriptions e le prime righe del testo.

Tuttavia l'utilizzo di questo tipo di prodotto, sebbene possa avere dei notevoli margini di miglioramento in termini di qualità e ampiezza dell'offerta, può definirsi soddisfacente in quanto l'individuazione del soggetto degli annunci avviene nella maggior parte dei casi in maniera corretta e offre la possibilità a qualsiasi utente di internet che pubblica su un semplice blog o sito Web di trarre dei profitti dal traffico che lo attraversa.



martedì 6 febbraio 2007

Caso di studio: Il business model PPC di Google.

Nella figura è raffigurato lo schema a blocchi riassuntivo del business model di Google: Adwords è il programma di keyword-based advertising e Adsense è quello content-based. Il primo insiste direttamente sul motore di ricerca, il secondo invece fa riferimento alle pagine pubblicate dai webmasters o dai bloggers.

AdWords, AdSense e EPC Payout sono algoritmi proprietari (le scatole grigie della figura 9) di cui niente è noto al di fuori di Google. Costituiscono il cuore dell’articolato sistema di gestione degli annunci pubblicitari, sia sul sito della ricerca Google che sui siti dei Web publisher; tali algoritmi sono costantemente rimessi a punto per migliorarne la profittabilità.

AdWords

È l’algoritmo di advertising che fornisce il ranking degli annunci proposti dagli advertiser, che ‘puntano’ su specifiche keyword; gli advertiser specificano la loro intenzione di far comparire l’annuncio solo sulle pagine dei risultati delle ricerche Google o anche sui siti di Web publisher; in quest’ultimo caso possono applicare il site targeting, identificando singoli siti o gruppi di siti su cui far comparire i propri annunci.

Inoltre, Google ha recentemente introdotto il demographic site selection e il geo-targeting che permettono una chiara ientificazione del target della campagna pubblicitaria.

Google determina l’ordinamento degli annunci da mostrare sulla base di un insieme di parametri:

• la puntata dell’advertiser: gli advertiser specificano sia le puntate sulle singole keyword, sia i valori massimi di spesa giornalieri/mensili. Per le puntate sulle keywords possono specificare sia un matching esatto che esteso (broad).

• il predicted Click Through Rate (pCTR) dell’advertiser: il CTR è il numero di click su un annuncio diviso il numero di volte che l’annuncio viene visualizzato (impression); quanto più questo valore è prossimo a uno, tanto più l’advertiser è considerato profittevole, poiché aumenta la probabilità di Google di ottenere revenues dalla visualizzazione dei suoi annunci; Google perfeziona il valore di pCTR sulla base probabilmente della history di ciascun advertiser e di analisi statistiche;

• la Quality: data da vari fattori tra cui la rilevanza del testo dell’annuncio, statistiche di prestazione delle keywords, … .

AdSense

È l’algoritmo che supporta i Web publisher nella selezione degli annunci (tra quelli gestiti da Google con AdWords) che sono rilevanti in relazione al contenuto delle pagine Web del proprio sito.

I publisher inseriscono all'interno della pagine Web un codice dinamico che permette di collegarsi ad un ad-Server ed il formato desiderato degli annunci (dimensioni, testo, …) e gli advertiser che intendono bloccare come ad esempio i siti competitor.

AdSense confronta ed associa le richieste del publisher, cui applica una serie di elaborazioni con i ranking forniti da AdWords, e produce un insieme di annunci da mostrare sul sito del publisher. Se l’annuncio viene cliccato, parte delle revenues vanno a Google parte al publisher.

EPC (Earning Per Click) Payout:

È l’algoritmo che determina la percentuale di revenues, associate ad un click dell’utente su un annuncio mostrato su un sito esterno che va al publisher del sito (e quindi quella che rimane a Google); è un algoritmo fondamentale, alla base del successo dell’intero sistema AdSense: se Google paga troppo ai publisher, le sue revenues diminuiscono sensibilmente, se paga troppo poco, la qualità dei publisher diminuirà, e quindi anche la probabilità di Google di ricavare soldi dalla pubblicità su siti meno visitati. Il calcolo è basato su diversi parametri, tra cui l’ammontare del bid, il CTR (Click Through Rate, che è un indice della ‘bontà’ dell’annuncio), il numero di impression, il ‘valore’ dei publisher, ecc.


tratto da articolo "Il Modello Google, ovvero advertising is king" del Notiziario Tecnico Telecom anno 15 n. 1, di Tiziana Demaria, Roberto Minerva.